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La Casa di Remo ad Olivetta San Michele è un punto di accoglienza turistica gestito già da alcuni anni da tutti i membri della famiglia Muratore, ognuno coi  propri compiti in base alle competenze personali e al tempo disponibile, ma tutti animati dalla passione e dalla voglia di far conoscere e crescere turisticamente questo meraviglioso paese di Olivetta.


Le  potenzialità di sviluppo di questa terra di confine saranno sicuramente favorite dall’impegno dell’attuale Amministrazione Comunale che sta realizzando sul nostro territorio progetti coraggiosi ma necessari e indispensabili per il miglioramento della qualità di vita di tutti noi.

                                  

                                           Remo Muratore


01 valli oc in mov Olivetta - dematteis from chambradoc on Vimeo.


Alta via dei monti liguri
La casa di Remo

La maison de Remo

a cura di Maurizio Dematteis


italiano Un bed & breakfast, un’azienda di confezionamento prodotti realizzati con le olive e un forte attaccamento alla terra. Questa la ricetta di Remo Muratore, “pennese” doc, che ha resistito al terribile spopolamento della Valle Roja. E oggi racconta la sua storia tracciandone un bilancio positivo.
Di Maurizio Dematteis

Il signor Remo Muratore è nativo di Olivetta San Michele, comune adagiato tra la Val Bevera e la Valle Roja, di competenza della Comunità Montana Intemelia. Lo erano già suo padre, e suo nonno. Che hanno deciso, a differenza di molti altri locali, di rimanere fedeli alla loro terra. Molti da Olivetta San Michele sono emigrati in Francia, altri sono scesi verso Ventimiglia e la riviera in cerca di lavoro. La famiglia Muratore ha continuato l’attività della coltivazione, raccolta e lavorazione delle olive. Rilevando i campi abbandonati man mano dai migranti. Oggi il signor Remo, padre di famiglia, è fiero di raccontare la sua storia. E di presentare il bed & breakfast e il negozio di prodotti tipici.
Ma partiamo dalla storia del piccolo Comune di Olivetta San Michele, travagliata come molte altre storie dei piccoli comuni di frontiera. Governata per secoli dalla Repubblica di Genova, dalla quale ricevette scorte, milizie, favori e autonomia, Olivetta, con il suo castello inespugnabile, dominava la Val Roja ed era un luogo importantissimo della Riviera Ligure di ponente. Il Giustiniani, che nel 1537 scrisse i Castigatissimi annali della Repubblica di Genova, così la descriveva: "Discendendo per la val di Rotta e passato il fiume rimane da ponente la villa nominata la Penna, qual fa da cento foghi et ha un castello inespugnabile nella sommità del monte, del qual piglia la denominazione". L'importanza di Olivetta crebbe oltremodo quando divenne il confine tra i territori della Repubblica di Genova e quelli dei Savoia, il periodo in cui controllava la via di transito dei carichi di sale tra Nizza ed il Piemonte.
Nel corso della storia poi il paese ha sperimentato ogni sorta di dominazione: feudale, repubblicana e monarchica, di conti, marchesi e duchi, vescovi ed arcivescovi, rè ed imperatori e persino di un istituto di credito, il Banco di San Giorgio. Genova aveva infatti l'usanza di cedere al Banco alcuni dei suoi possedimenti per timore di perderli definitivamente nel susseguirsi di guerre e dominazioni. Ma è dalla seconda metà dell’800 che Olivetta ha subito i maggiori cambiamenti strutturali: nel 1862 ha cambiato nome da Penna a Piena, e nel 1890 da Piena a Olivetta San Michele. Ben quattro volte è stata spostata la sede del municipio tra le sue numerose borgate: da Piena a San Michele nel 1890, da San Michele a Olivetta nel 1918, da Olivetta a San Michele nel 1923 e definitivamente da San Michele a Olivetta nel 1959.
Con il trattato di pace del 1947, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il comune si è ritrovato a dover rinunciare a una parte delle sue terre annesse alla Francia. Fortunatamente nello stesso anno riuscì a ottenere alcune rettifiche come lo spostamento del confine verso Piena, la conservazione dei diritti alla presa d'acqua dal Bevera ed alla captazione delle sorgenti del rio Audin, pur se ricaduti ormai in territorio francese, e all’assegnazione del 56% della proprietà del bosco di colle Paola, anch'esso collocato oltre i confini francesi.
Info: www.olivetta.it
occitan Un bed & breakfast, un'azienda de confecionament de produchs realizats embe las olivas e un fòrt estachament a la tèrra. Es aquesta la recèpta de Remo Muratore, “penés” doc, qu'a resistut al terrible despoplament de la Val Ròia. E encuei còntia son estòria ne'n traçant un bilanç positiu.
De Maurizio Dematteis

Lo senhor Remo Muratore es natiu d'Auriveta, comuna estendua entre la Val Bevera e la Val Ròia de competença de la Comunitat Montana Intemelia. L'eron já son paire e son peté.Qu'an decidat, a diferença de tanta autra gent dal pòst, de restar fidèls a lor tèrra. Tanti son emigrats en França, d'autri son calats vèrs Ventimilha e la riviera en cèrcha de trabalh. La familha Muratore a continuat l'activitat de cultivacion, culhia e trabalh des olivas. En relevant lhi champs abandonats man a man dai migrants. Encuei lo senhor Remo, paire de familha, es fier de contiar son estòria. E de presentar lo bed & breakfast e lo negòci e produchs típics.
Mas partem da l'estòria de la pichòta comuna d'Auriveta, tormenta coma tantas autras estòrias des pichòtas comunas de frontiera. Governaa per de sècles da la República de Génova, da la quala a recebut escòrtas, milícias, favors e autonomia, Auriveta, embe son chastèl inexpunhable, dominava la Val Ròia e era un luec ben important de la Riviera Lígura de ponent. Lo Giustiniani, qu'ental 1537 escrivet lhi “Castigatissimi Annali della Repubblica di Geova”, la descrivia com aquò: “Discendendo per la val di Rotta e passato il fiume rimane da ponente la villa nominata la Penna, qual fa da cento foghi et ha un castello inespugnabile nella sommità del monte, del qual piglia la denominazione”. L'importança d’Auriveta creisset enormement quora venguet lo confin entre lhi territòris de la República de Génova e aquilhi di Savòia, periòde ente controlava lo trànsit de las charjas de sal entre Niça e lo Piemont.
Dins lo cors de l'istòria puei lo país a experimentat tota sòrta de dominacion: feudala, republicana e monàrquica, de conts, marqués, e ducs, avesques e arcivesques, reis e emperators e fins a mai d'un institut de crédit, lo Banco di San Giorgio. Génova avia de fach la costuma de céder al Banc qualqu'uns di sius possediments per timor de lhi pérder definitivament dins la succession de guèrres e dominacion, mas es despuei la seconda meitat dal '800 que Auriveta a vist lo mai de chambiaments: dins lo 1862 a chambiat lo nom da Pena a Piena, e ental 1890 da Piena a Auriveta Sant Michèl. Ben quatre bòts es estaa meirat lo domicili de la comuna entre las nombrosas ruaas: da Piena a Sant Michèl ental 1890, da Sant Michèl a Auriveta ental 1918, da Auriveta a Sant Michèl ental 1923 e finalament da Sant Michèl a Auriveta ental 1959.
Embe lo tractat de patz dal 1947, a la fin de la seconda guèrra mondiala, la comuna s'es trobaa a dever renonciar a una part de sas tèrras annèxas a la França. Fortunatament dins lo mesme an es arribaa a obtenir d'unas rectíficas coma lo desplaçament dal confin vèrs Piena, la conservacion di drechs a la presa d'aiga dal Bevera e la captacion de las sorsas dal riu Audin, mesme se retombats de bèl avant en territòri francés, e l'assignacion dal 56% de las proprietats dal bòsc de còl Paola, de el plaçat delai dal confin francés.
Info: www.olivetta.it

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